| TAVOLA
ROTONDA VIRTUALE |
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| Discutiamo
di: Accreditamento degli Enti di Formazione e di Orientamento
al lavoro |
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Il
processo di accreditamento ha avuto effetti positivi rispetto
al precedente sistema di convenzionamento? |
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Moderatore
Claudio
Minoia
Direttore della Formazione Professionale Provincia
di Milano |
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Uno spunto interessante per parlare di accreditamento
nella formazione e nell’orientamento ci è offerto
dalla recente pubblicazione a cura della Regione Lombardia
di volume “Accreditamento degli Enti di Formazione
e di Orientamento al Lavoro/a cura di Giacomo Elias; Roma:
Armando, 2004”.
Il tema dell’accreditamento delle strutture formative
ha rivoluzionato l’approccio al sistema delle politiche
formative alla fine degli anni ’90. Sono stati gli
accordi con le Parti Sociali e successivamente le leggi
59/97 ma soprattutto la legge 196 del 1997 che hanno previsto
la creazione a livello regionale di un sistema per le politiche
formative fortemente integrate con la scuola e il mondo
del lavoro. L’accreditamento delle strutture formative
e la creazione quindi di un modello di politiche formative
sono diventati negli ultimi anni obiettivi centrali delle
politiche pubbliche ed elementi costanti del confronto con
le Parti Sociali e istituzionali.
La Regione Lombardia, dopo aver adottato la L.R. 1/2000
quale regola generale di recipimento della normativa nazionale
prevista dalle “Bassanini” ha operato le sue
scelte, nel settore dell’accreditamento nel 2002,
anticipando, per alcuni aspetti, gli interventi previsti
a livello nazionale e da altre Regioni. Come in ogni scelta
che modifica sostanzialmente lo stato di cose esistenti
fino a quel momento è stato necessario, da parte
della struttura regionale, prevedere elementi in forte discontinuità
con il passato ma tendenti sempre al miglioramento continuo.
Il volume che si è citato consente di ricostruire
agevolmente questo percorso offrendo, grazie a una serie
di contributi sia teorici e che operativi, elementi di riflessione
e di valutazione.
E’ importante per chi si avvicina, anche per la prima
volta, a un tema nuovo come le politiche della formazione
e dell’orientamento oppure agli interventi integrati
scuola/fp possedere e maneggiare con agilità i diversi
termini tecnici propri delle politiche di accreditamento.
Se si volesse banalizzare potremmo presentare il processo
di accreditamento come una conditio sine qua non per ottenere
qualunque finanziamento pubblico o riconoscimento pubblico
per l’organizzazione di corsi. Stare quindi negli
elenchi degli enti accreditati è diventato un must
per tutti gli operatori che intendono intervenire nel settore
della formazione professionale e nell’orientamento.
Come è noto l’ambito è vasto e va dai
corsi di formazione professionale di base per 14enni fino
ai corsi di formazione superiore e ai master universitari
professionalizzante.
Insomma confrontarsi con l’accreditamento regionale
non solo e indispensabile ma è inevitabile.
La lettura del volume che vi consigliamo consente un primo
approccio completo per le regole che governano l’ambito
della Regione Lombardia. L’intervento in questa regione
è per molti versi esemplificativo di quanto si sta
movendo a livello nazionale. Vi sono ovviamente peculiarità
proprie del centro nord, ma non sarà impossibile
trovare nel modello lombardo coerenze e similitudini con
tutte le altre regioni italiane.
Sono rendicontate in questa fase i primi due anni di intervento
e di accreditamento. Molte cose stanno cambiando e su queste
modifiche non tutte le opinioni sono convergenti. Per questo
motivo vogliamo offrire agli utenti del forum due contributi
di opinion leader che operano in questo campo: Maria Maggi
– Dirigente regionale della Struttura Qualificazione
dei Sistemi che si occupa specificamente del processo di
accreditamento e a Franco Santambrogio Segretario Federazione
Formazione e Ricerca della Cgil Lombardia.
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Lo
facciamo presentando le brevi risposte a tre questioni relative
all’accreditamento. Abbiamo chiesto un primo bilancio
degli interventi sull’accreditamento e qualche elemento
di specificità o criticità. Infine abbiamo chiesto
a Maria Maggi e Franco Santambrogio di segnalarci eventuali
cambiamenti necessari nell’attuale sistema di accreditamento
regionale. |
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L’accreditamento delle sedi operative che erogano formazione
risulta ormai da qualche anno un elemento discriminante e
fondamentale per accedere ai finanziamenti pubblici in materia
di formazione e lavoro. L’accreditamento è diventato
un requisito obbligatorio per qualunque intervento di formazione
che si concluda con un rilascio di una certificazione riconosciuta.
Le Regioni risultano competenti nel processo di accreditamento.
Le diverse regioni italiane si sono date negli ultimi anni
delle proprie regole coerenti in ogni caso con la disciplina
nazionale e con parametri minimi uniformi. Dopo alcuni anni
di attività è utile chiedere un primo bilancio
del processo di accreditamento.
Secondo voi quali sono gli aspetti positivi che avete identificato
nell’accreditamento adottato dal sistema regionale lombardo?
Più precisamente il processo di accreditamento ha avuto
effetti positivi rispetto al precedente sistema di convenzionamento?
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Esperto
Franco Santambrogio
di Cgil Lombardia
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Esperto
Maria Maggi
Dirigente Struttura Qualificazione dei Sistemi D.G.
Formazione Istruzione Lavoro - Regione Lombardia |
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Il sistema formativo della Lombardia si è dotato delle
norme per l’accreditamento delle sedi di erogazione dei
servizi di formazione e di orientamento con tempi sufficientemente
celeri che hanno consentito di realizzare una doppia annualità
di sperimentazione di queste regole (entrate in vigore nel febbraio
2002). Questa situazione oggi ci può consentire di comporre,
in modo partecipato da Amministrazioni e Parti Sociali, una
valutazione dei risultati ottenuti e di poter realizzare, di
conseguenza, una adeguata manutenzione/riforma delle regole
che presidiano il processo di accreditamento.
A questo proposito, scontando una lettura sommaria degli effetti
riscontrati nella sperimentazione sopra riportata, è
pressoché impossibile sostenere che questo processo abbia
prodotto un effettivo e tangibile miglioramento del Sistema
formativo lombardo. Se da un lato si sono raggiunti pochi obiettivi
di dettaglio positivi, quali ,ad esempio, l’adeguamento
delle Agenzie formative alle prescrizioni dettate dalla certificazione
di qualità, non si può ritenere che l’insieme
delle norme e la modalità di gestione delle stesse abbiano
consentito un adeguamento ed un miglioramento sostanziale delle
capacità di governo del Sistema formativo regionale.
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E’ possibile, a due anni dalla prima applicazione del
modello di accreditamento identificare alcuni fenomeni che si
sono manifestati, al di là dei più eclatanti risultati
attesi: il processo di accreditamento, attivato per incentivare
la qualità ed il miglioramento continuo (obiettivo raggiungibile
sì, ma nel medio – lungo periodo) ha in primo luogo
evidenziato le carenze nel sistema e comunque introdotto nella
cultura dello stesso sistema la categoria della misurazione e
del controllo costante delle performance. I requisiti dell’accreditamento
– strutturali, gestionali, realizzativi – ampiamente
noti e trasparenti, rappresentano il livello minimo per l’accesso
al sistema, ed anche i parametri sui quali il sistema viene monitorato
non solo per subire operazioni selettive ma anche e soprattutto
per essere guidato a migliori risultati.
E’ evidente la differenza con il sistema di convenzionamento
che, non prevedendo misurazioni sistematiche, non poteva intrinsecamente
ingenerare la cultura del miglioramento.
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